Alle cinque la luce entra di traverso e la stanza diventa un'altra. Le stesse pareti, lo stesso tavolo, un colore che prima non c'era.
Abitiamo un soggiorno al terzo piano, con una finestra sola che guarda a ovest. Di mattina è una stanza qualunque: si passa, si prende il caffè, si esce. È nel pomeriggio che comincia a fare qualcosa.
Il sole scende e si appoggia sul muro di fronte. L'intonaco si scalda, prima giallo, poi arancione. Le ombre delle piante si allungano fino al pavimento e lì restano, ferme, per quasi un'ora.
È il momento in cui accendiamo un bastoncino. Non per un motivo preciso: perché la giornata ha cambiato passo e la stanza se n'è accorta prima di noi.


